Webcam

Vedi le nostre webcam

Dove soggiornare

Dove dormire

Contattaci

Invia una richiesta

Itinerario Giro in barca a Taormina

By Sicily Holidays in : Itinerari, Taormina // mag 10 2010

Da Porta Messina, percorrendo un breve tratto di via Pirandello, arriviamo in pochi minuti alla funivia, per raggiungere così, in meno che non si dica, la baia di Mazzarò, splendida insenatura posta fra la baia di S.Nicola e la baia di Isola Bella.

pizzu cardiddu

Gli utenti Firefox devono cliccare qui per la foto mappa

Sulla spiaggia ci attende Tano un pescatore che con la sua barca variopinta ci farà ammirare tutta la costa. La giornata è splendida, illuminata da un sole, caldo e dorato, il mare è leggermente increspato, ma pulito e di un azzurro indescrivibile. Dal mare, la baia ci appare incorniciata dai grandi alberghi e dai lidi che accolgono turisti festanti.

Costeggiamo il promontorio di Castelluccio che separa la baia di Mazzarò da Spisone, intercettiamo la cresta rocciosa dello scoglio dello “ Zu Innaru” e dirigiamo verso la Baia di San Nicola, dove si suppone era ubicato l’antico porto romano. La piccola baia è anche chiamata Baia delle Sirene forse a ricordo della leggenda omerica.
Torniamo indietro e superato lo “Scogghiu ‘a longa”, dirigiamo verso il capo S. Andrea costeggiando il promontorio che ci separa da Isola Bella, qui la roccia cade a picco sul mare ed è caratterizzata da numerose fratture che sono state originate dall’intensa erosione delle acque. Fra queste, la “Grotta Amato” dall’accesso molto stretto e pericoloso. Una leggenda racconta che fu il nascondiglio di due amanti che non potendo più trovare l’uscita, furono trasformati in colombi, uccelli che ancora oggi nidificano su queste rocce.

Superati “ i laghetti” e “Pizzu Cardiddu” raggiungiamo la “Grotta Azzurra”, suggestiva per i bagliori che provengono dal mare, grazie ad un passaggio sottomarino che permette alla luce di creare magici riflessi. La grotta è perennemente abitata da colonie di pipistrelli.
Entriamo così nella baia di Isola Bella, oggi Riserva Naturale Orientata, che colpì Goethe e tutti i viaggiatori del Grand Tour che dalla fine dell’ottocento in poi s’innamorarono di Taormina. Fra questi, il barone prussiano Wilhielm Von Gloeden che immortalò nelle sue famose foto il panorama di Taormina e dell’Isola. La storia locale narra che l’Isola fu donata alla città di Taormina da Ferdinando di Borbone nel 1806, divenne proprietà di lady Florence Trevelian Cacciola ed alla morte del marito, fu venduta dagli eredi ai Lo Turco, che la rivendettero poco dopo alla famiglia Bosurgi, i quali la mantennero abbellendola fino all’esproprio da parte della Regione Siciliana (1990). L’ Isola non è altro che un grande scoglio, collegato alla terraferma da un istmo che scompare con l’alta marea, ma questo semplice scoglio riesce a creare nella baia uno spettacolo unico al mondo per bellezza ed armonia.

Superato il resto della baia, ci dirigiamo verso il Capo Taormina; ancora una grotta, bassa e piccola chiamata la”grotta degli innamorati” attrae la nostra attenzione, attraversiamo la strettoia di mare posta fra il “Capo” e lo “Scoglio del Capo” su cui è posta una croce di ferro a ricordo dei vari naufragi. Il sole illumina prepotentemente la “Grotta del Giorno”, così detta perché è l’unica grotta il cui interno è sempre illuminato dalla sua luce. Davanti ai nostri occhi lo spettacolo dell’ampio tratto di mare della Baia di Taormina – Giardini dominato dall’Etna innevato, ci fa trattenere il fiato e capiamo perché i primi greci, colonizzatori della Sicilia nell’VIII sec. a.C., scelsero questo posto per fondare l’antica città di Naxos.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Un commento per "Itinerario Giro in barca a Taormina"

  1. anna orsini 19 settembre 2010 21:26

    E’ davvero una grandissima idea che mi hai dato. Da tempo sognavo di tornare a vivere l’esperienza unica che soltanto un mare così’ azzurro e liimpido mi ha regalato.

Lascia un commento